Fotografia da indossare
La collaborazione tra Paola Cecchelani (28) e Serena Cantoni (28), nasce molto prima del 2006, anno ufficiale della fondazione di Plastic Photo Pieces, sui banchi di scuola del Liceo Classico di Reggio Emilia.
Ma il vero e proprio “brillo” creativo scatta dopo una viaggio di Paola a Berlino, dove  durante un tour della parte est della città, si imbatte in alcune fucine di giovani artisti locali, che ricreavano oggetti comuni con l’utilizzo di immagini pittoriche; da qui l’idea di provare a fare il medesimo con l’utilizzo della fotografia.
Una fotografia da indossare, catturata da loro stesse nei loro viaggi in tutto il mondo ed imprigionata in oggetti di uso comune (collane, orecchini, spille…).
I materiali utilizzati sono principalmente quelli di recupero, il più delle volte scovati nella soffitta della nonna, donando così una seconda vita all’oggetto e alla fotografia stessa.
Ma qui nasce il problema di condividere le loro creazione al di fuori del loro piccolo gruppo.
Iniziano attraverso le fiere di paese e grazie alla vendita in alcuni negozi del centro storico la produzione si evolve in linea con loro stesse.
Quest’ anno il via anche alla partecipazione alla prima fiera internazionale di Helsinki (Finlandia), dove hanno esposto le loro ultime creazioni.
Altro progetto imminente è l’esposizione temporanea presso Fusi Orari di Modena a Novembre, dove saranno presenti per ricreare da vecchi oggetti e fotografie portate direttamente dalle persone, nuovi oggetti rivisitati ed adattati, trasformando così i ricordi belli e brutti che siano, in qualcosa di nuovo da condividere.
Di loro dicono: “Facciamo quel che facciamo per passione, non certo per un ritorno economico. Dietro ai nostri lavori, che vendiamo e prezzi molto accessibili, c’è un’etica diversa, legata all’emotività delle persone che l’oggetto o la foto in se rievocano. Durante gli anni qualche strada si è aperta, ma il ritorno non è immediato ne semplice da realizzare, ma con costanza tutto questo può avere uno sbocco.
Il nostro sogno sarebbe aprire uno spazio nostro, ma dato il periodo poco favorevole e la burocrazia italiana questo progetto per ora è irrealizzabile.”
Ancora: “A Reggio ci sono tante persone con idee che nel loro piccolo fanno, ma il problema della nostra provincia, come dell’Italia in generale è dare un respiro a queste iniziative. Ora anche il collegamento tra gli artisti funziona tramite il passa parola, sarebbe bello creare qualcosa 
d’organizzato, come un centro per tutti i creativi della provincia, con cui tenersi in contatto e creare collaborazioni come fiere e quant’altro.”
A questo proposito l’ultimo progetto a breve per le ragazze di PPP, è la collaborazione con la dottoressa Silvia Bernardi (28), fondatrice del blog ilbisturicreativo http://ilbisturicreativo.wordpress.com/ , aperto lo scorso febbraio.
Silvia che come secondo lavoro (sta eseguendo la specialistica all’ospedale di Firenze in Medicina d’urgenza) organizza catering creativi, grazie al supporto del blog sta ampliando la sua clientela dall’ambito prettamente famigliare ad orizzonti più ambiziosi.
Di lei dice: “ Amo la cucina, oltre ad essere un’ ottima cuoca. Così ho pensato di allargare la mia passione da un ambito prettamente famigliare a qualcosa che coinvolgesse un po’ tutti.
Questa è la mia valvola di sfogo, dato il tipo di lavoro che svolgo,  molto pesante emotivamente. I materiali che utilizzo vanno dalla carta (la madre ha una cartoleria) a materiali di recupero che trovo in casa, oltre a qualcosa di nuovo che compro a seconda del tema utilizzato.”
Silvia, Paola e Serena si conoscono dai tempi delle superiori, avendo frequentato la stessa classe, e si sono buttate con entusiasmo in questa nuova avventura creativa insieme.
L’idea è quella di andare a casa delle persone per “apparecchiare” le loro tavole attraverso gli oggetti marchiati PPP e gli oggetti già presenti nelle case, ma non escludono anche di allargare il loro progetto ad eventi e perfino matrimoni.
Inoltre Silvia ha già sperimentato durante lo scorso natale l’idea di un  “KIT ”, nel quale oltre ad essere presenti i vari oggetti, runner, segnaposto, ecc. necessari per allestire il “banchetto”, vi fosse  presente anche la spiegazione di come farlo attraverso l’uso di un Tutorial (sotto forma di video).
Progetti ambiziosi per queste giovani ragazze laureate che divise tra lavoro e fantasia, cercano di ritagliarsi il loro spazio in questa società che sempre più snobba i giovani e le loro perle di creatività.
Ma chi è che ci perde?
Per maggiori info sulle ragazze di PPP visitate:  http://plasticphotopieces.blogspot.com/